Politically Correct
sabato, 25 aprile, 2009, 18:04 - Personale
E' vero che ognuno ha il proprio modo di sentire, di intendere e di volere, che io rispetto completamente, spesso anche facendo appello ad ardite forme di relativismo, ma è anche vero che le azioni, i pensieri e le scelte delle persone non mi lasciano indifferente, ne potrebbero, suscitando in me, neanche tanto raramente, il desiderio di ignorare le forme comunicative basate sul concetto di "politically correct" e mandare molti, certamente non tutti, a farsi una lunga e sentita defecata sulle ortiche! ...merde!E tutto questo, in un unico periodo, lo faccio notare, è dato non tanto dal mio desiderio di dimostrare la mia presunta superiore abilita nell'uso delle subordinate, oggetto del mistero per molti italiani, ma anche per sfogare quanto negli ultimi mesi, se non anni, ho spesso trattenuto dentro e di cui mi voglio serenamente liberare! ...merde!
E la parola chiave, se ancora non si fosse capito, si riferisce a voi che avete suscitato nella mente di Bret Easton Ellis il noto pensiero secondo cui alcuni di noi non hanno davvero una ragione per trovarsi qui, al mondo, ossia, ovviamente, "merde"! ...merde!
Merde!
| link permanente |




( 3 / 1234 )Natale
domenica, 21 dicembre, 2008, 16:22 - Personale
Ieri sera in galleria Vittorio Emanuelesotto la cupola stellata di blu
avvolta dal canto caldo degli zampognari
un dimenticato spirito del Natale
mi ha delicatamente sfiorato i pensieri.
| link permanente |




( 3 / 1573 )Auguri
mercoledì, 10 dicembre, 2008, 01:01 - Personale
Quando mancano le parole è solo perché si tiene la bocca chiusa o il cuore sotto ghiaccio.Guardo oltre la finestra su cui sto scrivendo e vedo le montagne della mia terra, imperturbabili e maestose. Mi danno sicurezza, mi fanno sentire protetto.
Muovo la mano e raccolgo degli appunti dimenticati su vecchi fogli. Raccontano anch'essi una storia, la mia, che emozionato inizio a sentire lontana nel tempo.
Vuol dire che il tempo passa; persino le montagne me lo hanno detto.
Il mio ultimo compleanno è passato da tempo, così come tutti i precedenti.
Ripenso agli auguri ricevuti e a quelli fatti.
Tanti auguri! Mi raccomando, festeggia come si conviene alle persone che guardano al tempo passato come a una conquista. Buon compleanno!E' un'occasione per guardarmi indietro e capire se sono soddisfatto di me e di quello che ho costruito.
Lo sono? In effetti si. Abbastanza.
"Hei! Ma, da te nevica?"
"No, piove...ma forse arriverà!"
E' più bello sorridere se si è avvolti dalla neve che cade.
I pensieri felici vengono meglio quando tutto quello che si vede è coperto da un manto inviolato.
Anche quando si è da soli.
Riesco a gioire più spontaneamente della bellezza che mi circonda, anche se è solo quella di una fotografia.
| link permanente |




( 3 / 1518 )Out of the Hospital
sabato, 25 ottobre, 2008, 13:47 - Personale, Scienza, Alimentazione
Per chi ancora non lo sapesse ho passato l'ultima settimana (da giovedì notte a mercoledì pomeriggio) in ospedale ed ora, finalmente, ne sono uscito. Dato che non ho voglia di ripeterlo un milione di volte faccio qui il riassunto di cose mi è successo e del perché, così che possiate prendermi meglio per il culo! :D
Avevo deciso di riprendere a nuotare in piscina, dopo più di dieci anni che non lo facevo. Ai tempi ero piuttosto bravo e nuotavo al livello della pre-agonistica, quindi avevo intenzioni di riprendere da li.
L'idea era di fare un "corso" che avesse senso, quindi si escludevano automaticamente tutti quelli in cui si insegnano gli stili dato che li so già fare, che mi costringesse a una certa regolarità e che mi forzasse a fare una sequenza sensata di vasche e stili.
Cercando ho trovato un corso di "nuoto master" che puntava ad allenare i partecipanti e, contemporaneamente, a perfezionare lo stile: mi sembrava perfetto. L'unico dubbio che avevo, perché lo avevo, era di non essere più tecnicamente in grado di partecipare (10 anni sono tanti) e di non essere abbastanza in forma per reggerlo.
Così mi sono presentato e ho chiesto di fare una lezione di prova che mi è stata concessa. Un'ora di nuoto.
Da qui inizia tutto.
Mi sono tuffato in piscina al comando delle, classiche, "10 vasche a stile", mi sembrava di tornare ai vecchi tempi.
Tutto bene fino alla quarta quando ho cominciato a sentire che le braccia, dopo così tanto tempo di inattività, facevano fatica a muoversi. Mi davano la sensazione che capita di provare quando si fa uno sforzo che non si fa da molto...quella specie di "tensione residua" associata alla "lentezza nella distensione del muscolo", segnali che notoriamente significano "stai esagerando".
Anche il fiato risultava corto, sono dovuto passare rapidamente alla respirazione ogni 2 bracciate anziché ogni 3.
Finisco le 10 vasche con la chiara sensazione di aver fatto il passo più lungo della gamba. Sono sul punto di dire "scusate, ho sparato una cazzata, meglio se faccio qualcos'altro, grazie comunque", solo che a dirlo mi sento un pirla, penso che magari questa fatica sia normale, che nessuno mi obbliga a fare tutte le vasche e, soprattutto, che fino a qui ci sono arrivato e che sto bene, quindi...un'altra vasca!
Tagliando il riassunto continuo a nuotare fino alla fine, 55 vasche di cui 5 a delfino, con le braccia che faticano molto a muoversi, ma arrivo alla fine...distrutto, ma ci arrivo.
Non ho il minimo sospetto di cosa ho combinato!
Mi rendo conto di essere molto stanco...davvero molto! Ma sto bene, decisamente, quindi esco, vado a cena, e poi al pub. Arrivato li vado in bagno e...sorpresa! La mia pipì è diventata coca-cola!
Sospetto la presenza di urine nel sangue, immagino a causa dello sforzo, e ci starebbe pure, ma sto bene e non ho disturbi. Ciò nonostante inizio a informarmi su come dovrei comportarmi se si trattasse effettivamente di quello, e mi consigliano di aspettare fino alla mattina successiva. Bene.
Finisco la serata e torno a casa, vado in bagno e...di nuovo!
A questo punto non è più un caso. Chiedo e mi dicono di andare in pronto soccorso. Così faccio...solo che sono le 2:15 del mattino, e vi lascio immaginare quanto sono stanco!
Arrivo in pronto soccorso e inizio ad avere dei piccoli cali di pressione. I medici non capiscono subito cosa mi è successo, e vi risparmio la trafila, quello che intuiscono subito però è che nel mio sangue e nelle mie urine c'è una imbarazzante quantità di "roba" in più che mi fa rischiare il blocco renale, quindi mi tengono in osservazione per tutta la notte riempiendomi di flebo di acqua e glucosio, per aiutare i reni nel loro lavoro.
Entro la mattina le urine tornano gialle, i medici mi chiamano a colloquio e mi dicono che intendono ricoverarmi (mi chiedono anche, almeno 200, volte, se faccio uso di droghe, anche occasionalmente, anche magari se un amico me le può avere fatte assumere contro la mia volontà e conoscenza, e minacciano addirittura di farmi i test tossicologici dato che sistematicamente nego ogni uso di droghe).
Mi spiegano che il colore delle urine è un effetto collaterale di un processo chiamato "rabdomiolisi", che interviene quando si sottopone il proprio fisico ad uno sforzo troppo intenso per il quale non ci sono energie.
A questo proposito devo dire che da almeno 3 mesi ho drasticamente ridotto la mia assunzione di zuccheri, o quantomeno degli "zuccheri aggiunti", allo scopo di eliminare i rossori che a volte ho sulla pelle (effettivamente spariti). Questo, unito al fatto che non ho avuto il buon senso di mangiare qualcosa prima di tuffarmi, ha fatto si che non avessi quasi nessuno zucchero disponibile al momento dello sforzo innescando, quindi, la rabdomiolisi.
La rabdomiolisi "mangia" i muscoli, in particolare le loro proteine, allo scopo di bruciarle per produrre energia, liberando però nel sangue quelle scorie che danno il colorito anomalo e dosi massicce di un enzima chiamato CPK.
L'enzima in questione, poi, continua ad alimentare il processo che quindi prosegue anche dopo lo sforzo.
Se le "scorie colorate" erano un problema, l'abbondanza di CPK nel mio sangue era il vero dramma. In condizioni normali la concentrazione nel sangue è indicata numericamente fra 100 e 150, massimo 600, io ero a 185.000!
Questo significa che rischiavo il blocco renale, da un loto, e la distruzione dei muscoli, dall'altra. Alte concentrazioni di CPK, infatti, provocano alla lunga malattie quali la distrofia muscolare.
Il ricovero quindi è stato dovuto al necessità di monitorare lo stato dei reni e la concentrazione dell'enzima. Per agevolare la ripresa mi hanno fatto assumere 2,5 litri di flebo al giorno per una settimana, e alla fine i valori sono rientrati. Ora devo solo continuare a bere abbondante e fare un controllo fra una settimana.
Se ve lo state chiedendo la risposta è si, tornerò a nuotare, ma con più calma. Sto cercando di capire qual'è il giusto comportamento e compromesso da prendere in merito all'assunzione di zuccheri in occasione di sforzi fisici.
Per il resto tutto bene! :D
PS
Mi permetto di sfatare qualche mito:
- la cosa non è dipesa dalla dieta povera di zuccheri, quantomeno non solo e non direttamente
- non sono mai stato in coma
- non sono andato in blocco renale
- non ho mai avuto dolori
| link permanente |




( 2.8 / 31454 )Il ricordo
venerdì, 3 ottobre, 2008, 01:36 - Personale
Parlami di me, perché ho bisogno di sapere che mi ricordi, che mi guardavi...Ho visto un film questa sera, e ho capito, o forse solo consapevolizzato, quanto ci faccia sentire importanti, ci metto dentro tutti, il sapere che qualcuno ci ricorda.
Vedo questo nella storia, l'immortalità delle persone, di tutti coloro che, anche involontariamente, hanno lasciato un segno e magari quando sono arrivati alla fine hanno sperato che quanto avevano fatto avesse avuto un senso e che per quello sarebbero stati ricordati.
Penso alle fotografie del passato, a quelle facce ingiallite sulla carta sciupata, immobili da ormai tanti anni. Li fisso e mi sembra sempre di sentirli. Leggo i loro volti come a cercare un'emozione, un sussurro, qualcosa. E spesso mi parlano. Anche solo, nella peggiore delle ipotesi, so che c'erano.
Tre settimane fa ho scoperto chi era il bisnonno che mi ha dato il cognome, si chiamava Antonio. Alla prima occasione ho chiesto e scoperto che ciò che il suo viso mi aveva suggerito era vero. Ora io so, e lui continua vivere, in qualche modo.
C'è una linea di confine nei nostri ricordi, oltre la quale non siamo in grado di andare, i nostri primi anni di vita, quelli che solo i nostri genitori o le persone più vicine ci possono raccontare.
Ci si sente importanti...o io almeno mi sento tale.
Mi piace l'idea di poter raccontare quello che so a chi verrà dopo di me. Vorrei poter un giorno spiegare ai miei figli chi sono stati i loro avi, parlargli di loro, dirgli che li salutano.
Nella mia mente chi verrà dopo di me ha già una forma, un'idea. Penso ad esempio ai figli che potrà avere mia sorella; vorrei che un giorno sappiano che, prima ancora che venissero concepiti, io li stavo già pensando. E lo stesso succede per i miei, e i loro figli dopo di loro.
Una specie di eredità.
Quando mia nonna è morta ho voluto scrivere tutto quello che mi ricordavo di lei, o quasi. Non volevo mi sfuggisse, non volevo trovarmi dopo degli anni a rimpiangere di non aver messo nero su bianco quel ricordo che magari nel frattempo se ne sarebbe andato.
Ora è come se sentissi il bisogno di ricordare a tutti che li ricordo. E' un pensiero dolce, veloce da fare con la mente ma molto meno con le parole, e quindi lo affido a poche immagini sparse che, mentre scrivo, mi ricordano perché questo percorso ha un senso.
Ripenso a delle carte gettate su un banco e a lacrime mentre parlo davanti a un'aula. Ricordo spiderman in corridoio una sera e la prima volta che ti ho detto che ti voglio bene...te ne voglio sempre! Ricordo come volavi sul ghiaccio e le gite coi finestrini giù e George Michael a palla. Ricordo il primo giorno di università fuori dall'aula e la sera che abbiamo fatto pace. Ricordo quando ti ho augurato di guarire e come rimproveravo a Dio che io ti volevo bene, quando t'aveva portato via. Ricordo il tuo alito e il tuo profumo quando in piscina mi facevi volare in aria e quando ti ho salvato la vita. Di te poi ricordo tutto, specie quando ti ho ricordato che la tua vita non siamo noi, ma sei tu...e quel giorno che mi portasti a vedere la "vittoria alata". Ricordo la pastasciutta con le scaglie di grana e i tuoi occhi azzurri. Ricordo quando mi hai chiamato per la prima volta "uomo" e quella notte in un prato in montagna quando eravamo unici. Ricordo quando mi hai preso a pugni e quando ci nascondevamo a scuola con le nostre ragazze. Le estati in piazza, tutti davanti a una chitarra, i video girati che a distanza di anni sono una delle migliori cose che abbia fatto, "flipper boia", "la torta" e un'infinità di altre cose.
Le scrivo come avessi pausa di perderle o di dimenticarne qualcuno, come se a non ricordare qualcosa facessi un torto a chi di quel ricordo fa parte. Beh, sappiate che ricordo molto altro.
Mantenete i vostri ricordi.
...e raccontateli.
PS
...di come piangevi quando ti hanno detto che tuo figlio, mio padre, era molto bravo.
| link permanente |




( 3.1 / 138 )Altre notizie













